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← Tutte le notizieSAPERE · 11 ottobre 2026

Perché fare il pieno costa così tanto – e come si compone il prezzo al litro

A settembre il diesel ha toccato un nuovo record. Circa il 40–45 % del prezzo al litro sono imposte – il resto dipende da mercato mondiale, trasporto e crisi.

Perché fare il pieno costa così tanto – e come si compone il prezzo al litro

Chi fa il pieno in queste settimane se ne accorge: secondo il TCS, il 21 settembre il diesel costava in media 2.46 franchi al litro, la benzina senza piombo 95 2.14 e la 98 2.25 franchi. Poco prima, con 2.41 franchi, il diesel aveva superato il record del 2022 (2.40 franchi). Ma dove va ogni franco pagato alla pompa?

La voce fissa più importante è l'imposta sugli oli minerali. Compreso il supplemento, secondo l'Ufficio federale dell'imposizione dei dazi e della sicurezza dei confini (UDSC) ammonta a 76,82 centesimi per litro di benzina e 79,57 centesimi per litro di diesel – indipendentemente dal fatto che il litro costi 1.70 o 2.40 franchi. La Confederazione incassa così circa 4,4 miliardi di franchi all'anno. Per i carburanti il 50 % dell'imposta va a compiti legati al traffico stradale e aereo, il 10 % al fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA) e il 40 % alla cassa federale; il supplemento va interamente al FOSTRA.

A questo si aggiunge la compensazione CO2: nel 2026 gli importatori devono compensare una parte delle emissioni di CO2 dei trasporti e possono trasferirne i costi fino a un massimo di 5 centesimi al litro. Una tassa sul CO2 come sull'olio da riscaldamento invece non esiste sui carburanti. Infine si applica l'IVA dell'8,1 % sull'intero prezzo – quindi anche sull'imposta sugli oli minerali.

Un esempio di calcolo (arrotondato) per un litro di senza piombo 95 a 2.14 franchi: circa 16 centesimi di IVA, 77 centesimi di imposta e supplemento, fino a 5 centesimi di compensazione CO2. Restano circa 1.16 franchi per l'acquisto del carburante, trasporto, stoccaggio, scorte obbligatorie, stazione e margine. Per il diesel a 2.46 franchi: circa 18 centesimi di IVA e 80 centesimi di imposta – il resto di circa 1.43 franchi (prima della compensazione CO2) dipende dal mercato. Le imposte rappresentano quindi attualmente circa il 40–45 % del prezzo al litro.

Perché il prezzo è così alto in questo momento? Le imposte fisse non sono cambiate – è aumentata la parte variabile. Dall'inizio della guerra in Iran il 28 febbraio 2026 i costi del carburante sono saliti nettamente. I mercati internazionali sono tesi, a fine settembre il Brent costava quasi 102 dollari al barile. Si aggiungono particolarità svizzere: le acque basse del Reno rincarano l'importazione via nave e pesano anche i problemi di trasporto. Poiché le stazioni acquistano la merce in anticipo, i movimenti dei mercati petroliferi arrivano alla pompa con un certo ritardo – sia al rialzo sia al ribasso.

La buona notizia: secondo la Confederazione l'approvvigionamento della Svizzera è garantito e la raffineria di Cressier è di nuovo in funzione. Per le aziende con un proprio distributore conviene tenere d'occhio livello e consumo – per esempio con una telesorveglianza dei serbatoi. Così si pianifica meglio quando rifornire. Vi consigliamo volentieri.

Fonti: UDSC (imposta sugli oli minerali), confronto prezzi TCS tramite cash.ch/AWP (21.9.2026), Blick (9.3.2026). Cifre arrotondate, stato all'11 ottobre 2026.

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